Questo lavoro nasce dall’osservazione del paesaggio come spazio di relazione tra luce, tempo e presenza.
Il giardino appare come più luoghi sospesi, costruiti e naturali allo stesso tempo, dove l’immagine cerca una condizione di equilibrio e silenzio.
La sequenza non documenta un luogo preciso, ma attraversa percezioni, variazioni luminose e tracce di trasformazione.